Il Fucino

Il Fùcino è un altopiano della Marsica, in Provincia dell'Aquila, in Abruzzo situato tra i 650 e i 680 m s.l.m., endoreico, cioè in una situazione per cui le acque del territorio circostante confluirebbero naturalmente verso la piana, senza sbocco al mare, contornato da rilievi montuosi, quali la Vallelonga e il gruppo Sirente-Velino.

Il lago Fucino si chiamava, secondo il poeta greco Licofrone, lago Forco (Φόρκος Phórkos); per altri autori antichi era il lago dei Volsci, in memoria della sconfitta inflitta dai Romani a tremila Volsci presso le rive del lago; fino al secolo scorso si conosceva anche col nome di lago di Celano.

Il nome attuale Fucino deriva dal latino Fūcinus che si collega all'etnico Fūcentēs, associato da Plinio[1] ai Mārsī che abitavano lungo le sponde orientali del lago. Fūcinus è ricondotto a una base *fūk- (da *feuk-, che alterna con *peuk-) che si ritrova anche nel nome Peucetia, in Puglia, col significato probabile di "luogo melmoso".

La piana è una fossa tettonica formatasi durante l'orogenesi appenninica tra Pliocene e Quaternario
L'altopiano prende il nome dal preesistente lago carsico del Fucino, terzo d'Italia per estensione, che, a causa dell'irregolare livello delle acque, fu oggetto di numerosi tentativi di regimazione fin dall'epoca romana, fino al prosciugamento del XIX secolo.
Attualmente lungo il perimetro del Fucino, oltre ad Avezzano, che ne è il comune più importante, sorgono numerosi altri paesi quali: Luco dei Marsi, Trasacco, Ortucchio, Lecce nei Marsi, Gioia dei Marsi, Venere dei Marsi, San Benedetto dei Marsi, Pescina, Collarmele, Cerchio, Aielli e Celano, nonché quattro frazioni del capoluogo (Paterno, San Pelino, Borgo Via Nuova e Borgo Incile).

La piana, a prevalente destinazione agricola, ospita il Centro Spaziale del Fucino "Piero Fanti", il teleporto fondato nel 1963 dalla Telespazio Spa ed adibito alla gestione da terra delle telecomunicazioni satellitari con i rispettivi satelliti artificiali in orbita per telecomunicazioni

Il Fucino era un sistema lacustre carsico, il cui unico vero immissario è il fiume Giovenco, che entra nella piana da Nord Est, costeggiando l'abitato di Pescina. Il lago inoltre raccoglie acque dal massiccio del Velino-Sirene a Nord e dai Monti della Marsica a Sud. Il regime idrico del bacino è regolato dall'attività degli sfiatatoi carsici, localizzati soprattutto a meridione, ai piedi delle montagne. Il non avere emissari importanti ha determinato un'alta variabilità del livello del lago. Tali fluttuazioni sono attribuibili non tanto al drenaggio carsico o ai movimenti tettonici che interessano la zona, quanto alle variazioni climatiche, in particolare ai cambiamenti stagionali delle precipitazioni e dell'insolazione prodotti dai parametri orbitali della Terra (precessione degli equinozi e obliquità dell'eclittica).

Nel XIX secolo il lago ha presentato le massime variazioni che si conoscano (12,69 m di escursione in vent'anni). Durante episodi di piena il lago invadeva in genere solo alcune aree pianeggianti a bassa quota, come la zona tra Ortucchio e Venere dei Marsi, a sud est, e non i conoidi e i terrazzi posti a quota superiore, seppur di pochi metri, a nord ed a est. Gli studi del Giraudi permettono di localizzare la linea di riva nei periodi immediatamente precedenti l'ultima bonifica all'isoipsa 660. Non è possibile stabilire con precisione le variazioni durante la protostoria, ma probabilmente non si doveva discostare di molto da quella del secolo XIX. Secondo Giraudi[4] tra 33 000 e 18-20 000 anni fa ci fu un generale aumento del livello lacustre, probabilmente il massimo livello mai raggiunto, seguito, fino a 7 500-6 500 anni fa, da un abbassamento, un successivo rialzo fino a 5 000 anni fa, un abbassamento fino a 2 800 anni fa, un innalzamento fino a 2 300 anni fa, un abbassamento fino a 1 800 anni fa, che è continuato fino al XVII secolo della nostra era, raggiungendo limiti storici. Durante la piccola era glaciale, nel periodo 1750-1861, si ebbe l'ultimo importante rialzo.

Attualmente le acque sono drenate da un sistema di numerosi canali di scolo, costruiti nella piana durante la bonifica, che afferiscono alla galleria principale di drenaggio che, sotto il monte Salviano, scarica nel fiume Liri.

Tratto da Wikipedia
Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione